No, non è uno sbaglio. È vero, le storie cominciano di solito con “C’era una volta”.
Questa invece inizia con “Ero una volta… un sari…ora sono una storia completamente nuova”.

E’ una storia che parla di economia circolare, di riciclo, nella quale il sari, tipico vestito delle donne indiane, viene riciclato, gli viene data una seconda vita, diventando un accessorio di moda.

Ma è anche una storia che parla di emancipazione, perché a produrre gli oggetti di “I was a sari” sono donne indiane di Mumbai, provenienti dalle classi sociali ed economiche più svantaggiate, spesso con nulla o scarsa istruzione,  che vengono formate professionalmente, acquisiscono nuove competenze ed indipendenza finanziaria.

Riciclando i sari finiscono per riciclare la loro vita.

L’approccio alla moda di “I was a sari” vuole essere ecologico ed etico: “Non crediamo che ci sia bisogno di un nuovo marchio di moda, ma crediamo che ci sia bisogno di uno con uno scopo, uno che si preoccupi delle persone e del nostro pianeta.”

Inoltre, in un mondo in cui i margini di profitto hanno la priorità assoluta, “I was a sari” è un’impresa sociale che investe il 100% dei profitti nell’impresa medesima; la missione del progetto non è dare dei dividendi, ma migliorare la vita delle donne indiane.

www.iwasasari.com

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